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Escher prima di Escher

Escher, Castrovalva - Abruzzo (1930)Ho avuto la fortuna di vedere un museo spettacolare, meno conosciuto rispetto ai nomi più noti in giro per il mondo ma... chiunque sia appassionato di M.C. Escher non può non visitarlo, almeno una volta nella vita: si tratta dell'esposizione permanente delle opere di Escher all'Het Paleis, in centro a L'Aia, Paesi Bassi. Il museo è distribuito su tre piani: al primo e al secondo vi sono le opere di Escher in ordine cronologico (in particolare, al secondo piano è anche possibile vedere un filmato di una ventina di minuti sulla vita e le opere di Escher: merita!), al terzo piano vi sono stanze più interattive in cui è possibile sperimentare in prima persona alcuni degli effetti e dei giochi maggiormente amati e usati dall'artista. In questo articolo mi vorrei concentrare su una delle prime opere (1930) di Escher, meno conosciute, ovvero la litografia di Castrovalva, in Abruzzo. In essa è già presente uno degli effetti che l'artista userà più di frequente nelle sue opere: il rimando al ciclo infinito, alla ricorsione... che lui ci propone in modo discreto, senza che ce ne accorgiamo, conducendo il nostro sguardo in un percorso circolare studiato fin nei minimi dettagli. L'immagine è riprodotta qui di fianco. Si consiglia di aprire il link che rimanda alla visualizzazione ingrandita. La spiegazione che segue è tratta dall'ottimo pannello illustrativo presente nella stessa sala che ospita l'opera, intitolato: "Escher e la struttura dello spazio". "Escher inganna il visitatore com-binando abilmente due linee di visione in un'unica opera. L'occhio segue queste linee di visione come una video-camera segue i movimenti di un personaggio in un film. Il visitatore guarda prima le montagne distanti sulle quali il minuscolo villaggio di Cocullo si annida. Passando per Anversa, la piccola città ai piedi della montagna sulla sinistra, l'occhio sale fino all'angolo in basso a sinistra con gli ampi cardi. Successivamente si muove in automatico in alto al disegno di Castrovalva, il villaggio sulla cresta della montagna e alle imponenti nuvole dietro ad esso. [...] Vi sono dunque due linee: una che corre all'interno della profonda valle e poi avanti dritta. L'altra corre verso l'alto passando per i cardi e le nuvole e poi dritto sulle montagne distanti, dove le due linee si incontrano. E' dunque possibile vedere questa traiettoria come un movimento continuo: da lontano al basso, a un punto vicino, sopra e poi ancora lontano. In una sorta di movimento continuo [...]" (traduzione mia). Movimento continuo che sarà poi più palesemente visibile nelle opere tarde quali "Waterfall" e "Ascending and Descending".

Fonti:
Escher in Het Paleis, Den Haag, Paesi Bassi