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Platone Java e Aristotele SQL

By en:Raphael (Rafaello Sanzio, 1483–1520) (Unknown) [Public domain], via Wikimedia CommonsCome nel bellissimo dipinto della Scuola di Atene di Raffaello Platone viene raffigurato mentre punta l'indice verso l'alto (il mondo delle Idee, l'iperuranio) e Aristotele di converso mostra il palmo della mano verso il basso (il mondo "terreno"), così, se oggi mi svegliassi e sentissi l'esigenza di associare dei linguaggi di programmazione ai due Maestri, attribuirei al primo (Platone) Java, o comunque un linguaggio orientato agli oggetti, al secondo (Aristotele) invece l'SQL, e pure un linguaggio di modellazione, come l'UML o l'Entità-Relazione. In altri termini, farei fare al primo il programmatore Java (o C++), mentre lascerei al secondo la progettazione concettuale, logica e fisica delle banche dati. La programmazione concettuale e logica, in particolare, gli verrebbe benissimo! Per quanto riguarda Platone, le classi di Java mi ricordano molto le Idee, le quali, esattamente come le classi, possono avere N istanze specifiche (ad esempio la classe o idea di Cavallinità è istanziabile o rappresentabile da N cavalli specifici). Si veda a questo proposito l'interessante articolo di Giulio Rossetti "Interludio introduttivo sulla programmazione a Oggetti".
Come chiosa finale, vorrei citare l'articolo di Raimondo Fanale "Platone programmava a oggetti", in cui si spiega in che modo Platone, nel dialogo Parmenide, attraverso il famoso argomento del terzo uomo (così chiamato da Aristotele), fa uso di qualcosa di simile a una funzione ricorsiva...